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DDL 886 – Decreto-legge n. 119/2018 in materia fiscale — approvato emendamento recante “Disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari”

Si ritiene opportuno segnalare che la Commissione Finanze e tesoro del Senato della Repubblica nella seduta del 26.11.18, durante l’esame in sede referente del disegno di legge n. 886 (Decreto-legge n. 119/2018 in materia fiscale), ha approvato un emendamento presentato dal relatore, Sen. Emiliano FENU, recante “Disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari”, che prevede che “per il periodo d’imposta 2019 i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai sensi dell’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, e dei relativi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria. I dati fiscali trasmessi al Sistema tessera sanitaria possono essere utilizzati dall’Agenzia delle entrate anche per finalità diverse dall’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata” (All. n. 1).

Si sottolinea che l’esonero non riguarderà in ogni caso la parte passiva, ovvero la ricezione dei documenti di fatturazione in formato elettronico da parte dei fornitori. Si rileva che il provvedimento, una volta approvato dall’Assemblea del Senato della Repubblica, deve passare all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

In conclusione si sottolinea che il decreto-legge n. 119, del 23 ottobre 2018, (G.U. n. 247 del 23 ottobre 2018), deve essere convertito in legge entro il 22 dicembre 2018.

Sarà cura della FNOMCeO seguire l’iter di approvazione definitiva del disegno di legge indicato in oggetto.

All. 1:

Proposta di modifica n. 10.0.100 al DDL n. 886

10.0.100

IL RELATORE

Dopo l’articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 10-bis.

(Disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica
per gli operatori sanitari)

1. Per il periodo d’imposta 2019 i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera

sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai sensi dell’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, e dei relativi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria. I dati fiscali trasmessi al Sistema tessera sanitaria possono essere utilizzati dall’Agenzia delle entrate anche per finalità diverse

dall’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.».

Quota ordinistica anno 2019 – Nuovo sistema di pagamento

Necessità di aderire al sistema pagoPA

Carissimo Collega, ci premuriamo di avvisarti che dal prossimo anno cambia il sistema di pagamento della quota ordinistica che sarà esagita tramite pagoPA, un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.

Le Pubbliche Amministrazioni e le società a controllo pubblico aderiscono al sistema pagoPA perché previsto dalla legge. Il vantaggio è quello di poter fruire di un sistema di pagamento semplice, standardizzato, affidabile e non oneroso per la PA e più in linea con le esigenze dei cittadini. Tra i vantaggi di cui l’utente può godere attraverso questo innovativo sistema di pagamento va considerato che una volta concluse le operazioni di pagamento, il contribuente riceve una ricevuta che ha valore liberatorio, ovvero può essere utilizzata come attestazione dell’avvenuto versamento.

Si possono effettuare i pagamenti direttamente attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), ovvero:

Presso le agenzie della tua banca

Utilizzando l’home banking

Utilizzando il sito del PARTNER TECNOLOGICO dal quale riceverai la lettera della quota

Presso gli sportelli ATM della tua banca (se abilitati)

Presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5

Presso gli Uffici Postali.

Dunque, per il pagamento della tua quota Ordinistica dovrai attendere la ricezione di una missiva a tale scopo predisposta dal nostro Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) che conterrà il tuo lUV (Identificativo Unico di Versamento) che utilizzerai per il pagamento (per tal motivo è indispensabile comunicarci eventuali cambi di indirizzo postate, con la preghiera di recarti presso i nostri uffici se non riceverai la lettera entro il mese di gennaio 2019).

Per tutto il resto non cambia nulla, rimarrà la scadenza del 31 Gennaio 2019 come termine ultimo per il pagamento della quota annuale 2019 di iscrizione all’Ordine come obbligo previsto per legge (art. 4 e art. 11 lettera f del D.Igs. C.P.S. 13/09/1946 n. 233).

L’importo previsto è sempre (€180,00 per gli iscritti al solo Albo dei Medici o Odontoiatri e di C 340,00 per gli iscritti al doppio Albo).

ATTENZIONE: Resta altresì inalterata, la mora di € 20,00 (Euro Venti/00) a partire dall’I. MARZO 2019, necessaria per adempiere alle incombenze di bilancio di questo Consiglio Direttivo, anche perché, per quanto sopra non possiamo più soprassedere dall’attivare il previsto iter legale che porta inevitabilmente, in caso di morosità, alla cancellazione dall’Albo Professionale con conseguente impossibilità a svolgere l’attività lavorativa.

Confidando, come sempre, nella Tua sensibilità, è gradita l’occasione per salutarTi cordialmente.

Il Presidente

Dr. Antonino Maglia

Obbligo formativo

Si riporta, per opportuna conoscenza, quanto pubblicato sul sito dell’Age.na.s. riguardo allla formazione permanente dei Medici e degli Odontoiatri:

“13/03/2018 – Dossier Formativo

Si comunica che, per l’implementazione del Dossier Formativo valido per il triennio 2017-2019, la Commissione nazionale per la formazione continua, nel corso della riunione del 14 dicembre 2017, ha approvato una delibera di modifica della precedente regolamentazione del 4 novembre 2016.
Si ricorda che la possibilità di programmare la formazione attraverso l’utilizzo del Dossier Formativo riguarda tuti i professionisti sanitari ed i loro rispettivi gruppi di appartenenza, quali le Aziende sanitarie pubbliche e private, gli Ordini e le rispettive Federazioni nazionali.
Di seguito potrete trovare i testi vigenti dell’ultima delibera di modifica e la versione aggiornata della precedente.

Download allegato 1: Delibera modificativa dossier formativo
Download allegato 2: Delibera dossier formativo 2018

fonte age.na.s


Si ribadisce e si richiama alla Vs attenzione la preminente e non eludibile necessità di adempiere agli obblighi formativi, secondo normativa vigente, anche per non incorrere in infrazioni deontologiche e professionali.

A tal fine, si ricorda che è possibile consultare la propria posizione formativa sul sito del Co.Ge.A.PS. cliccando sulla voce Sei un professionista della salute? Registrati dopo essere entrati sul suddetto sito tramite il seguente link:

application.cogeaps.it

Privacy, decreto attuativo slitta ad agosto ma obblighi e sanzioni restano. Ecco i chiarimenti (da DoctorNews33 del 26 maggio 2018)

«Una proroga che ci voleva, dà tempo alle imprese di adeguarsi». E’ il commento raccolto tra i data protection officer, i futuri “esperti di privacy” di ritorno in treno dall’incontro a Bologna con il Garante; è appena arrivata la notizia che il decreto attuativo per chiarire e adeguare al quotidiano italiano il regolamento europeo slitta al 21 agosto. Alla Camera e al Senato le due Commissioni speciali per gli atti urgenti del Governo hanno preferito rimandare la norma, troppo scivoloso agire a fronte di uno schema di testo “arrivato troppo tardi” dal Garante. A questo punto liberi tutti per tre mesi? In realtà, a parte il fatto che nelle parole del Garante Antonello Soro il decreto doveva e dovrebbe semplificare la vita a piccole imprese e professionisti, il regolamento 679/2016 una volta entrato in vigore -cioè da ieri – è legge e sono legge tutti gli obblighi che comporta: valutazione d’impatto dei trattamenti che include le misure di messa in sicurezza e per la prevenzione del “data breach”, revisione delle informative, registro dei trattamenti con revisione e completamento dei dati di titolare e incaricati, e naturalmente le sanzioni.

Chiunque subisca un danno materiale o immateriale causato da una violazione ha il diritto di ottenere il risarcimento ai sensi del regolamento Ue e non più del testo unico sulla privacy del 2003 che per le norme riviste a Bruxelles non vale più. Il garante può dunque infliggere sanzioni pecuniarie che vanno fino a un massimo di 20 milioni (e al 4% del fatturato per le multinazionali), tenendo conto della natura e gravità della violazione, del carattere doloso o colposo, delle misure adottate dal titolare del trattamento per evitarle, di eventuali recidive, del grado di cooperazione: in caso di violazione dei dati personali, ad esempio in studio, un medico titolare del trattamento deve notificare la violazione al Garante entro 72 ore dacché ne eÌ a conoscenza e se ci sono rischi di lesioni a diritti, deve comunicare tutto al paziente.

Ma allora in questi tre mesi il vuoto normativo può portare una situazione di sanzionabilità senza precedenti? Sembrano pensarla così i presidenti della Fnomceo Filippo Anelli e della Commissione Albo Odontoiatri Raffaele Iandolo che ieri hanno scritto al garante lamentandosi dell’incertezza. Lo slittamento,commenta Iandolo«non aiuta a creare un clima di chiarezza e a dare certezze ai cittadini e ai professionisti. Penso ovviamente in particolare agli odontoiatri, che, nel nostro paese, sono ancora in gran parte liberi professionisti che lavorano in uno studio monoprofessionale».

Vista dai DPO, in realtà, se si eccettuano le imprese che maneggiano dati su larga scala e annunciano di voler chiudere perché troppo piccole e povere per assumere un data officer (ce ne sono tra i micro-provider di servizi telefonici, giochi online etc) la situazione non pare foriera di danni. «O meglio bisogna distinguere, rientrano nell’ambto di immediata applicazione del regolamento gli adempimenti richiesti già dal testo unico del 2003 e cioè le informative, da adeguare se presentano lacune, e le misure di messa in sicurezza», spiega il data officer, proveniente dal settore dei responsabili dei servizi di protezione e prevenzione sul lavoro, che chiede l’anonimato «perché fino a che non esce il decreto troppo è il margine lasciato alle interpretazioni e al buon senso. Sul DPO si può aspettare. O meglio, deve nominarlo chi tratta dati su larga scala, mentre chi – come il medico singolo o in gruppo – si trova nel dubbio se farlo per legge o solo perché “raccomandato” dal Garante ha tre mesi di respiro in più. Ed è anche possibile che una volta uscito il decreto attuativo, lui sì, detti ulteriori tempi di adeguamento. Invece la compilazione del registro dei trattamenti con l’indicazione di chi tratta cosa e con quali accorgimenti e limiti, nello studio del medico e del dentista è obbligatoria, perché si maneggiano dati di salute, i “dati sensibili”».

Mauro Miserendino

FNOMCeO: RICHIESTA INCONTRO GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Si comunica che la Federazione ha inviato la nota, che si riporta di seguito per conoscenza, all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, al fine di richiedere un incontro chiarificatore sulle recenti innovazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali:

Questa Federazione, che ai sensi dell’art. 15 del DLGSCPS 13/09/1946 n. 233, svolge funzioni di indirizzo e coordinamento nei confronti dell’attività dei 106 Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri italiani, richiede un incontro con i responsabili dì Godeste Autorità, per quanto concerne alcuni temi relativi alla prossima entrata in vigore del Regolamento U.E. 2016/679 sulla protezione dei dati personali,

In particolare sarebbe necessario, per poter svolgere il ruolo di indirizzo e coordinamento cui si è fatto riferimento, avere certezza giuridica sull’obbligo o meno per i singoli medici e odontoiatri e comunque per gli studi medici ed odontoiatrici mono professionali, anche qualora aggregati in strutture complesse, di procedere alla nomina del “Data Protection Officer (DPO), quale responsabile della protezione dei dati.

La questione, com’è noto, è tuttora dibattuta e sarebbe necessario da parte di questa Federazione dare elementi dì certezza, anche in considerazione del pesante apparato sanzionatorio previsto per le violazioni della nuova regolamentazione.

Per questo motivo, siamo a chiedere un incontro per rappresentare questa ed altre questioni di interesse dei medici e degli odontoiatri italiani in riferimento ad una normativa che presenta ancora elementi di incertezza.

Con l’auspicio dl poter ottenere quanto prima un riscontro positivo alla nostra richiesta si inviano Cordiali saluti

Privacy negli studi medici: cosa cambierà con l’avvento del Gdpr?

Si ritiene utile richiamare l’attenzione sul seguente articolo FONTE “responsabilecivile.it”

Privacy negli studi medici: cosa cambierà con l’avvento del Gdpr?

Manca ormai poco all’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati e anche gli studi medici dovranno ben presto adeguarsi. Ecco come.

Con la prossima entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati Gdpr, la questione della privacy negli studi medici dovrà essere affrontata anche dai medici di famiglia.

Dal 25 maggio, infatti, non è escluso che ci si dovrà affidare alla figura di “esperto di privacy”.

Potrebbero infatti partire da subito le ispezioni sui professionisti, e dunque la questione della privacy negli studi medici è quanto mai urgente.

I controlli investiranno gli strumenti antifurto, i sistemi di chiusura di armadi e ambulatori, le password e molto altro.

Con rischi seri per chi “sgarra”. Perché per chi viene meno alla privacy negli studi medici, le sanzioni saranno salatissime: fino a 20 milioni di euro.

Come noto, il regolamento Ue prevede anche il DPO, Responsabile della protezione dei dati personali, che aiuterà gli studi a gestire correttamente i dati.

Sembra però che la UR voglia esentare i medici single dall’ingaggiarlo, ma i provider che offrono i gestionali stanno offrendo ai Mmg soluzioni di adeguamento che per essere comprese appieno necessitano di un DPO.

“Il Gruppo ex articolo 29, organo consultivo di Bruxelles per la privacy – afferma Paolo Misericordia, esperto informatico del sindacato Fimmg – è orientato a dispensare i medici singoli dal DPO. I dati di un solo medico non rappresentano il concetto di larga scala che farebbe scattare la necessità di questa figura”

Il discorso cambia però quando i medici sono più d’uno e gestiscono i dati dei pazienti afferenti alla stessa medicina di rete.

Ma non è il solo problema. Perché le soluzioni offerte sinora dalle software house sono complicate per essere comprese e non tutti i medici riescono a compilare la propria posizione. Sempre secondo Misericordia, Fimmg “sta per promuovere un suo prodotto “sartorializzato”. Se le Asl ci metteranno a disposizione un DPO per aggregazione? Il DPO va contrattualizzato dal titolare del trattamento che è il medico, ma nulla esclude che le regioni o le Asl possano indicarci i migliori professionisti”.

Quel che è sicuro, per ora, è che nei prossimi 20 giorni il medico dovrà controllare di aver messo in atto le nomine dei responsabili del trattamento in studio e le titolarità.

Sicuramente, però, il problema della privacy negli studi medici è molto attuale e complesso.

Lo stesso Misericordia ammette: “Quando inviamo online i dati dei nostri pazienti nelle ricette non sappiamo con certezza l’uso che ne sarà fatto, né se possano prendere strade diverse da quelle a noi note”.

E non è tutto.

“Il Garante pare propenso a esonerarci dall’obbligo di chiedere il consenso scritto al trattamento dei dati, ma – prosegue Misericordia – ritenere tacito l’ok dei pazienti su tutte le nostre operazioni online, anche ove non finalizzate alla tutela della salute, potrebbe essere un azzardo visto che quei dati possono essere ‘dirottabili’ all’insaputa di tutti”.

Un rischio che, viste le sanzioni salatissime, non conviene correre.

Pertanto, Fimmg chiederà più garanzie ai proprietari dei sistemi.

“Ma intanto – conclude Misericordia – per il medico potrebbe essere tutelante acquisire il consenso scritto dagli assistiti. L’operazione è complicata, a maggior ragione il problema va sollevato con la parte pubblica”.

Obbligo legge di Bilancio 2018

Obbligo pagamento stipendio con bonifico dal 1° luglio 2018: ecco le regole

Riteniamo utile richiamare l’attenzione, per tutti gli iscritti all’Albo che hanno dipendenti, sulle seguenti nuove disposizioni incluse nella legge di Bilancio 2018 che stabilisce esplicitamente che i datori di lavoro o committenti non potranno corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato:

Queste nuove regole sul pagamento degli stipendi sono contenute nei commi 910, 911, 912, 913 e 914 (sotto riportati), art. 1, della Legge di Bilancio 2018.

Il comma 910 stabilisce che, a partire dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti sono obbligati a corrispondere ai lavoratori la retribuzione e ogni anticipo di essa tramite banche o uffici postali con i seguenti mezzi di pagamento:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Importante è inoltre quanto previsto al comma 912, in cui viene disposto che la firma della busta paga non costituirà più prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

Commi 910, 911, 912, 913 e 914 , art. 1, della Legge di Bilancio 2018

910. A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonche’ ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;

b) strumenti di pagamento elettronico;

c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;

d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento e’ il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purche’ di eta’ non inferiore a sedici anni.

911. I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

912. Per rapporto di lavoro, ai fini del comma 910, si intende ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalita’ di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonche’ ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142. La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

913. Le disposizioni di cui ai commi 910 e 911 non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a quelli di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 339, ne’ a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale. Al datore di lavoro o committente che viola l’obbligo di cui al comma 910 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.

914. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo stipula con le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale, con l’Associazione bancaria italiana e con la societa’ Poste italiane Spa una convenzione con la quale sono individuati gli strumenti di comunicazione idonei a promuovere la conoscenza e la corretta attuazione delle disposizioni di cui ai commi 910, 911 e 912. Gli obblighi di cui ai commi 910, 911 e 912 e le relative sanzioni si applicano a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. La Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il Ministero dell’economia e delle finanze, predispone campagne informative, avvalendosi dei principali mezzi di comunicazione, nonche’ degli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti privati. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, e’ autorizzata la spesa di 100.000 euro per l’anno 2018.

Sintesi sulle “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”

Facendo seguito alla precedente comunicazione su questo sito si riporta un’utile sintesi della Circolare 16 agosto 2017: sulle “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”

Ministero della Salute

Circolare 16 agosto 2017: prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla Legge 31 luglio 2017 n.119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”

-Vaccini obbligatori:

  • nati 2001-20169 vaccini obbligatori:

anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia

  • nati 2017 10 vaccini obbligatori:

anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia e l’anti-varicella

Adempimenti previsti per l’iscrizione a scuola per l’anno scolastico 2017/2018

Articolo 6 .1 Presentazione della documentazione

  1. la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dal decreto-legge in base all’età : copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio della ASL ovvero il certificato vaccinale, oppure l’attestazione datata rilasciata dal competente servizio della ASL, che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età

Per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia: deve essere presentata la relativa documentazione(del Pediatra o Medico di Famiglia)

Coloro che sono in attesa di effettuare la vaccinazione: devono presentare copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’ASL.

Tempi presentazione documentazione entro il 31 ottobre 2017

per la scuola dell’obbligo

Tempi presentazione documentazione entro il 10 settembre 2017 per i nidi e la scuola dell’infanzia

Tempi presentazione documentazione entro il 10 marzo 2018 nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione

“Disposizioni urgenti in materia  di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmacia”

Riceviamo dalla Dott.ssa Giordano del Dipartimento di prevenzione della locale ASP la seguente nota che pubblichiamo per opportuna conoscenza:

Gentile collega,

per condividere le nuove normative vigenti relative all’Obbligo Vaccinale, e per promuovere informazioni e comportamenti univoci tra tutti noi, allego il testo della Circolare  16 agosto 2017: prime indicazioni operative per l’attuazione  del decreto-legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla Legge 31  luglio 2017 n.119, recante “Disposizioni urgenti in materia  di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci” ed una sua sintesi finalizzata a chiarire le nuove modalità  d’iscrizione scolastica.

Come leggerai, per far fronte alla crescente richiesta di certificati vaccinali ad uso scolastico, stiamo applicando la Circolare in oggetto che prevede anche di documentare l’adempimento dell’obbligo vaccinale , tramite copia del libretto  delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio ASL.

Cordiali saluti

Dott.ssa A. Giordano

Scarica la Circolare del 16 agosto 2017

Comunicazione ai fornitori

Poichè in data 27 giugno u.s. è stato emanato il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in G.U. n. 151 del 30 giugno 2017, finalizzato a indicare le modalità  di attuazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n.50, convertito dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017, che ha esteso l’ambito di applicazione dello SPLIT PAYMENT (SCISSIONE PAGAMENTI), alle Federazioni e agli Ordini professionali – in quanto già  soggetti all’obbligo della fatturazione elettronica – così come la data del 1° luglio 2017, dalla quale far decorrere l’applicazione del meccanismo di scissione dei pagamenti in esame si chiede di emettere le prossime FATTURE ELETTRONICHE A NOI INDIRIZZATE UTILIZZANDO COME ESIGIBILITA’ IVA: SCISSIONE PAGAMENTI e non più esigibilità  immediata come fatto fino ad ora.

SI RIPORTANO, COMUNQUE, DI SEGUITO I DATI NECESSARI PER L’EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA così come riportati nella sessione Amministrazione trasparente di questo sito:

Denominazione Ente: Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vibo Valentia

Codice Univoco Ufficio: UFNDOO

Codice IPA: odmcd_un

Codice Fiscale dell’Ufficio: 96005510795

ATTENZIONE UTILIZZARE COME ESIGIBILITA’ IVA: S (SCISSIONE PAGAMENTI)